Optionals? No grazie.
Negli anni ottanta si raccontava di una notissima casa costruttrice di MainFrame che si diceva consentisse all'IT Manager ( si chiamavano Responsabili EDP) di scegliere soltanto il colore delle pareti del CED (Centro elaborazione dati) purchè fosse... bianco.
Tutto il resto, si diceva, era prestabilito, bastava firmare l'ordine.

Poi è venuto il tempo dell'informatica distribuita e del predominio di una certa casa di software. Questa multinazionale adotta uno stile commerciale non molto dissimile supportato da un marketing grandioso.
Emulando lo stile di una nota marca tedesca di auto, famosa per la distanza siderale tra il prezzo di listino delle vetture e il vero prezzo della macchina su strada, questa società ci presenta una grande varietà di prodotti che, uno per volta, costano poco o son del tutto gratuiti.
Quanto però costano i suoi "cerchi in lega", optional necessario perchè abbinato indissolubilmente ai pistoni, oppure l'antenna per le trasmissioni da Marte che devi comprare, se vuoi davvero il volante? Quanto paghiamo, insomma, per poter viaggiare?

Abbandonando le allegorie: si domandano i decision maker delle società clienti quanto costa essere spesso "indotti" a cambiare l'hardware perchè la nuova release di software lo richiedeo lo impone? Oppure cosa significa acquistare tutti i prodotti che devono esser messi insieme perchè l'installazione garantisca l'operatività che l'offerta alternativa fornisce "out of the box"?

Possiamo inviare, a chi vorrà richiederlo, un documento che facendo il confronto tra le offerte di due importanti software vendor introduce interessanti riflessioni. Lo abbiamo trovato molto interessante . E' un documento di parte, ma chiarisce con correttezza ed equanimità le caratteristiche di due, probabilmente le più importanti, delle proposte in gioco.

12/7/2007
Vittorio Orefice

Tags :  Lotus Software 

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Vittorio Orefice

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