L’Email è strumento business e veicolo di contagio
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Capitolo 1 di 5 dell' ebook Digiway sul tema:
"L’Email è strumento business e veicolo di contagio"


L'ebook completo sarà pubblicato in seguito al Webinar del 13 Aprile 2022
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Email: elemento essenziale dei processi business critical digitali ma anche porta d’ingresso preferita dai cybercriminali


La posta elettronica si è conquistata, nel corso degli ultimi 40 anni, un posto di primo piano nelle comunicazioni aziendali ed interaziendali. La casella postale di ciascuno di noi è anche il repository consueto di molte informazioni.
Ciò è accaduto per due ragioni, essenzialmente:

·        
grande facilità d’uso
·        
capacità di collaborare tra aziende senza istituire strumenti ad hoc
Spesso essa svolge, infatti, il compito di nastro trasportatore di allegati e per questo compito si presenta al suo utente come “facile e comoda” due elementi che sono spesso in antitesi con la sicurezza.

Questo ruolo, è assolutamente centrale nella tavolozza delle comunicazioni soprattutto con altre aziende, in particolar modo delle PMI, che ben difficilmente ricorrono a soluzioni differenti.

È proprio questa ubiquità della posta elettronica e questa affezione, quasi monomaniaca, alla posta stessa a creare delle grandi opportunità al cybercrime ed a rendere complesso il problema della protezione della posta elettronica stessa.
Per le aziende, oggi, la posta elettronica è sia il principale strumento di comunicazione che il principale veicolo di minacce: il 94% di tutto il malware viene infatti diffuso tramite messaggi e-mail. La sicurezza del servizio Email è quindi un fattore estremamente importante  per difendersi dalle principali modalità di attacco come ransomware, spyware, worms e varie forme di attacchi di social engineering come phishing o spear phishing e altre cyber minacce.
Le Email sono quindi il principale vettore di attacco per i cyber criminali che tentano penetrare nella rete aziendale per sottrarre informazioni sensibili come le personally identifiable information (PII), protected health information (PHI) o proprietà intellettuali (spionaggio industriale).
Gli impatti del malware o degli attacchi di phishing risultano essere sempre più critici per le aziende colpite. Come sottolinea infatti
il recente Rapporto Clusit 2022, il 79% degli attacchi rilevati ha avuto un impatto “elevato”, contro il 50% dello scorso anno. In dettaglio, il 32% è stato caratterizzato da una severity “critica” e il 47% “alta”.

In termini operativi concreti, questo significa esporsi a prolungate indisponibilità dell’infrastruttura IT ed alla possibile perdita di dati e/o della loro riservatezza, fino ad arrivare alla totale messa fuori uso dei sistemi informatici e di supporto alla produzione.

L’impatto di un attacco cyber quindi va ben oltre i costi da sostenere per eliminare il problema e ripristinare il funzionamento e dovrebbe considerare anche i costi collaterali quali la perdita di reputazione e i danni amministrativi e legali legati all’interruzione dell’operatività propria e dei clienti serviti.
Ecco perché occorre progettare e implementare un piano di difesa completo in cui la protezione della posta elettronica sia un elemento imprescindibile.
Tutto ciò se vogliamo che la posta elettronica possa continuare a rappresentare uno strumento di lavoro per tutti noi.

Sottovalutare queste considerazioni, non agire per affrontare il problema significa offrire sempre più spazio ad una minaccia concreta

per il business.

Per maggiori informazioni sulle soluzioni di Mail Security cliccare sul
link seguente:

https://www.digiway.it/home.nsf/contents/libraesva%20email%20security%20gateway.html

5/4/2022
Vittorio Orefice

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