I 7 pericolosi miti da sfatare sulla Cybersecurity (1/7)
Image:I 7 pericolosi miti da sfatare sulla Cybersecurity (1/7)

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Mito n. 1 di 7 — Troppi vincoli, la sicurezza riduce la produttività

C’è un’idea comune e diffusa secondo cui una maggiore sicurezza rende più lungo e più difficile anche, e soprattutto, alle persone autorizzate, l’accesso alle informazioni di cui hanno bisogno, non solo agli hacker. Si sostiene che rigorose politiche di sicurezza come il monitoraggio regolare e il controllo degli accessi ostacolino la produttività sul lavoro, rallentino le attività e dilatino la reattività nell’operatività quotidiana. È vero in parte soprattutto se la cybersecurity è progettata in modo inadeguato.

Tuttavia, rinunciare alla sicurezza potrebbe avere conseguenze di vasta portata per un’azienda. Un attacco riuscito come un ransomware DDoS può portare l’azienda a un blocco completo di tutta l’operatività: dall’amministrazione alla logistica, dalla produzione alle attività commerciali e di marketing. Il personale potrebbe non essere in grado di accedere a file, reti e informazioni importanti dopo un attacco. Il recupero richiede giorni e talvolta anche settimane. Spesso il ripristino risulta solo temporaneo se non si sradicano le cause profonde dell’attacco che, spesso è stato perpetrato mesi prima della propria evidenza.
–>Verità: una maggiore sicurezza informatica può aumentare la produttività.

Un moderno approccio alla cyber security utilizza strumenti e metodologie che tramite le proprie caratteristiche di sicurezza avanzata si integra perfettamente nel sistema. Sfrutta anche l’intelligence tecnologica evoluta e l’analisi per il rilevamento e la mitigazione delle minacce in tempo reale. Ciò consente agli specialisti e agli utenti di concentrarsi sul miglioramento della produttività e migliorarla poiché non devono più preoccuparsi costantemente dei problemi di sicurezza.


2/2/2022
Vittorio Orefice

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