Perplessità di investimento e soluzioni pay per use
Ho partecipato ieri ad un interessante convegno in Assintel. Venivano posti in evidenza i vantaggi del cloud computing, le specificità dell'open source e molto altro.
La platea, prevalentemente di gente ICT masticava il nuovo (come sempre in parte dejavu) con dimestichezza, ma mi chiedo che effetto avrebbe potuto fare ad una persona che per lavoro fa "dell'altro".
Ci vuole poco ad immaginare disagio del brillante manager che all'università e stato formato ed informato sulla SUITE MICROSOFT come unicum, in questo universo, per i suoi bisogni elaborativi.
E che c'azzecca direbbe un noto parlamentare il docuverso di Google con le macro excel?  Cosa combino con l'offerta elastica di Amazon serve per fare presentazioni PPT.
Come s'affrontano le macchine virtuali? Sono modelli di Word?
Ora fuori da metafore e celie sul sistema formativo e i bisogni  aziendali e soprattutto cercando di fare chiarezza vorrei buttare giù due righe utili.
A nessuno, proprio nessuno, interessa più, così tanto, smontare l'ICT aziendale per capire cosa c'è dentro! La maggioranza degli utenti deve affrontarla con una logica a cubetti finalizzati che si affittano, di rado si comprano, per fare ciò che serve. E poi si smette di pagarli quando non servono più.
Questa logica però richiede, ancora, di esser spiegata quantomeno nella maggioranza dei casi. Va applicata da esperti che aiutino il neofita a intuire dove potrebbero essere i problemi in offerte troppo allettanti  (un esempio per tutti i contratti di telefonia mobile).
E il consulente? Semplice: si affitta per il tempo che serve!
Chiamateci! (per le telefonate ricevute entro il giorno 26/11/2010 mezza giornata di assessment gratuito erogabile da Gennaio 2011)


26/11/2010
Vittorio Orefice

Tags :  Tecnologia 

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Vittorio Orefice

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