Whatsapp, Facebook, la privacy, Schrems II e il GDPR
Evitate, almeno, le comunicazioni business su whatsapp e, come privati, fate molta attenzione a "cosa" scrivete e condividete!
Parliamo di Whatsapp? Perché questo argomento qui, in ambito business?

Sono successe due cose determinanti!

La prima, il privacy shield (la normativa che equiparava gli USA all'Europa sul fronte privacy) non è più valido a causa della sentenza dell' UE, ormai nota a tutti come Schrems II.
E questo è accaduto perché le leggi americane non garantiscono la privacy dei cittadini quanto l'Europa (GDPR) esige.

La seconda che whatsapp sta "chiedendo" agli utenti di "accettare" il fatto che cede i dati al proprio padrone Facebook.

Di nuovo che c'entriamo noi del mondo business?

Beh i motivi sono: la diffusa e già più volte biasimata usanza di fare comunicazioni AZIENDALI su whatsapp ed il fatto che quanto sopra rende detta pratica non solo criticabile e scorretta ma illegale.

In effetti, se esportare dati di cittadini europei verso gli USA è divenuto (16 Luglio 2020) illegale che a farlo siano i privati o le aziende fa poca differenza. Ma il GDPR è una realtà che per le aziende ha un impatto sicuramente rilevante mentre per i cittadini privati è, tuttora, poco noto e considerato.

Ora tutti gli amministratori di azienda dovrebbero considerare l'urgenza di VIETARE OGNI USO AZIENDALE di whatsapp (verrebbe da dire e di molto altro!)  poiché trattasi di pratica che il GDPR sanzionerebbe.

Volutamente, abbiamo circoscritto la trattazione all'indispensabile, ma chi fosse interessato può contattarci per l'approfondimento utile.


8/1/2021
Vittorio Orefice

Tags :  gdpr  whatsapp  facebook  privacy 

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Vittorio Orefice

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